mercoledì 1 settembre 2010

L’UOMO È LIBERO MA LO STATO “PATRIA” LO FA SCHIAVO



Tutte le Patrie esercitano sulla popolazione diritto di vita e di morte, attraverso l’uccisione: fatta di armamenti, di guerre e di bombardamenti che tutti gli appartenenti debbono preventivamente accettare.
Patria, Stato, Nazione sono nati dalla violenza e si mantengono attraverso la violenza.

Con estrema chiarezza il Giusti, nell’inno all’Italia afferma: “ di libertà e di gloria: scheletri che vi importa?” Che interessa a voi una Patria libera, ma voi sotto terra? E ancora: “a noi larve d’Italia, mummie della matrice, è becchino la balia e anche la levatrice!”,concludendo “...e quando si rimuore: ti ruba il funerale!

Tutto ciò può accadere perché gli Stati si affermano ignorando e negando la costituzione dell’IO, che è costituzione dell’Essere Umano, e perciò lo gestiscono attraverso la proprietà, come una bestia, e la bestialità è schiavitù.

Quella di certi Avvocati Matrimonialisti è diventata un’altra istituzione della violenza dello Stato-proprietario dei cittadini, approfittando specialmente del livello-stato infantile.
Infatti ricorre al linguaggio e al costume spartano che militarizzava i maschietti dall’età di 4 anni, sottraendoli alle famiglie e costringendoli a vivere in caserma, che oggi sono chiamate istituzioni protettive...

Oppure come l’antica civiltà romana, che delegava al “paterfamilias” il diritto di vita e di morte su moglie e su figli.

Genitori, Stato, Giudici, Avvocati Matrimonialisti e chiunque abbia potere, o ritiene di averlo: la civilizzazione vi impone l’onestà di coscientizzare la costituzione dell’Uomo, per smettere di schiavizzarlo.

L’uomo, quando nasce, è costituito da tre dimensioni dell’IO:

1- L’IO egocentrico, che permane in tutta la sua esistenza e dal quale non si deve mai staccare. Infatti “IO” è la parola che pronunciamo più volte al giorno e alla quale riferiamo tutte le nostre esperienze di vita. Se così non fosse: si tratterebbe di stato patologico di alienazione, o di schizofrenia. Nulla e nessuno lo deve sostituire o indebolire.

2- L’IO sociale, che significa: io ho bisogno degli altri e gli altri hanno bisogno di me; incomincia dal rapporto simbiotico del bambino con la madre, dopo la quale scopre la figura paterna, e dopo i genitori scopre gli altri, la società e il mondo che lo circonda e del quale è “socio”. Questa dimensione dell’IO la rende membro e non proprietà della società.

3- L’IO cosmico, IO infinito, costituito dall’istinto di vita, che niente e nessuno ha il potere o il diritto di contrastare, tutte le Strutture Sociali debbono solo garantire che ogni istante di vita lo portino verso la vita, e mai verso la morte. Quindi nessuno è obbligato a morire per la Patria.

Nessuna di queste componenti è più importante dell’altra, perché tra componenti essenziali non si imposta mai un rapporto di forza: primo, secondo,ecc..

E soprattutto l’Uomo è uomo perché è libero. La libertà sviluppa la coscienza, senza libertà non si è uomini, ma schiavi. Solo la coscienza fa l’uomo libero e la libertà fa conoscere il principio del bene e del male.

La libertà gestisce questa trilogia dell’IO, da cui nasce la persona psico-fisica, individuale e irripetibile, perché la rende libera di essere se stessa.

Ogni concetto o convinzione di proprietà sull’Essere Umano, affermata e pretesa da Genitori, da Stato, Giudici o da Eventi Straordinari: è negazione dell’uomo libero e tutte le istituzioni debbono educare ed aiutare l’uomo ad essere libero.

Comunque nell’uomo agisce il principio della compensazione, che sviluppa maggiormente una parte dell’IO, qualora un’altra fosse deficitaria o carente, come nel cieco è evidenziato il senso tattile.

La filosofia di Platone afferma che i bambini, gli handicappati e gli anziani sono della società, sono di tutti e tutti dobbiamo provvedere ai loro bisogni, sottolineando che le debolezze o le carenze dell’IO egocentrico sono e debbono essere necessariamente compensate dalla presenza della componente dell’IO sociale, di cui ogni essere umano è membro, come appunto afferma Platone.

Il diritto di proprietà (= schiavitù) che la Patria vanta esercitando sugli appartenenti-sudditi diritto di vita e di morte attraverso le proprie istituzioni di morte: esercito, fucilazioni dei traditori della Patria, tribunali che emettono infinite condanne a morte, ecc., viola e mortifica l’IO cosmico, costituito dall’istinto di vita, perché la Patria costringe tutti a viverlo sotto la spada di Damocle, che ti può ammazzare quando meno te lo aspetti.

Infatti oggi i disaccordi e le inimicizie tra Stati ci costringono a vivere sotto l’incubo delle esplosioni nucleari, che tutte le patrie ormai sono in grado di produrre.

L’unica limitazione alla propria libertà può essergli imposta qualora scegliesse di danneggiare o distruggere la propria vita.

L’uomo è membro e non dipendente dalla società, e come tale è e deve restare libero, anche di diventare membro di un’altra patria, o di vivere in un’altra famiglia, o con altri genitori, qualora i propri non potessero assisterlo. Ma deve essere libero di scegliere e dimostrando di avere proprie preferenze.

Patria significa "paternità" ed il concetto è nato quando l’uomo è stato creduto superiore alla donna, considerata priva di ogni potere. Paternità e Maternità sono espressione di protezione affettiva, anche attraverso all’autorevolezza, ma non sono e non debbono essere esercizio di potere.

Pertanto la patria è quella dove si ha trovato la migliore possibilità di vita e di lavoro. Solo questa convinzione e questi comportamenti non generano nemici o stranieri , bensì favoriscono affettività e fratellanza, perché sono i migliori processi di vita.

L’antica Roma dichiarava: “si vis pacem: para bellum!” (se vuoi la pace: prepara la guerra!), che un grido di dolore di Papa Pacelli, costretto ad assistere lo scoppio della seconda guerra mondiale, ha reclamato: “si vis pacem: para pacem” ( se vuoi la pace: prepara la pace !).


Dott. G. Basso, psicologo e psicoterapeuta

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