martedì 9 febbraio 2010

LA TUTELA DEI MINORI


Il mondo della tutela dei minori è un campo molto delicato dove muoversi con cautela per non rischiare di ferire qualche suscettibilità e interesse.
Oggi si fa un gran dire che “la famiglia costituisce il cuore della società”, ma di fatto, molto di rado a tale affermazione corrispondono politiche familiari coerenti. I genitori oggi vengono incolpati dei problemi dei giovani e delle conseguenze che, secondo loro, causano impartendo loro una cattiva educazione.


Politici, tutori dell’ordine e giudici, rimproverano spesso i genitori di essere “inadeguati al loro ruolo ” e di aver educato una generazione di giovani privi di valori, ribelli e sfaccendati.
Le statistiche dicono che molti giovani presentano disturbi emotivi gravi, altri che sono emarginati, si drogano oppure si suicidano. I genitori, insomma, vengono ritenuti direttamente responsabili di tutto ciò che accade ai figli.
Ma lo Stato e la società cosa fanno per aiutare questi genitori a svolgere correttamente il loto ruolo, o peggio, a evitare che questo ruolo sia sempre più spesso osteggiato e reso più difficile? Nulla.


Crisi sociale ed economica, non fanno che minare il già precario equilibrio delle famiglie e purtroppo, alla minima difficoltà manifestata da questi genitori, anziché provvedere ad aiutarli come si converrebbe in una società che si autodefinisce con presunzione “civile”, si procede col suo smembramento, ovvero con l’allontanamento del minore dal suo nucleo familiare.
Bambini sottratti ai loro affetti e rinchiusi in case-famiglia, vengono sottoposti a controlli, talvolta a punizioni psicologiche e, come dicono i vari casi trattati dal mass media, spesso viene reciso ogni legame tra questi bambini e le loro famiglie naturali. In nome del’”interesse del minore”.


I Comuni spendono parecchi soldi pubblici ogni anno per “mantenere” questi bambini nelle comunità…soldi che potrebbero servire ad aiutare i genitori, beneficiando soprattutto i bambini che crescerebbero nel loro ambiente affettivo naturale avendo genitori più positivi e sereni ma, soprattutto, non subirebbero il trauma indelebile del loro allontanamento coatto.
Il denaro pubblico, cioè il denaro di tutti i cittadini italiani, alimenta e prolifera strutture dalle quali usciranno giovani per sempre segnati psicologicamente, e destinati, sovente, ad essere “bollati” a vita dai cosiddetti “perbenisti”.
Che accade ai genitori?I genitori a loro volta vengono giudicati, spesso dequalificati, talvolta calunniati, quasi sempre, purtroppo, isolati.


Non esiste alcuna indagine, per quanto so, che abbia verificato che tipo di effetti psicologici, ovvero quali benefici queste comunità producano ai nostri piccoli (e che quindi possa mettere anche i giudici in grado di valutare l'opportunità di tali affidamenti, rispetto a soluzioni diverse), mentre molte testimonianze dirette dicono esattamente l’opposto.
E’ un po’ come ai tempi dell’olocausto (chissà perché mi è venuto questo paragone): tutti sapevano cosa accadeva, ma nessuno osava dirlo apertamente…per paura…per indifferenza…perché era “una cosa che non li riguardava”…esattamente ciò che succede oggi con i nostri bambini italiani.
http://usciamodalsilenzio.blogspot.com/

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